LA PAROLA

a Roberto Pittarello

      

                                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arte postale di adulti e bambini

 

Settembre 2010

A tutti gli amici dell'arte postale

Dopo tanti rinvii legati a problemi strutturali della sede, LA FORNACE di ASOLO, forse ci sono delle buone date per la nostra grande MOSTRA che affianca le cartoline originali dei bambini a quelle degli adulti, disegnatori, pittori, poeti, illustratori.

Appuntamento per l'INAUGURAZIONE il 5 FEBBRAIO 2011

con apertura fino al 27.

Il 12 e 13 marzo, poi, se si forma un gruppo di interessati, terrò il relativo laboratorio a Castelfranco Veneto con La Scuola del Fare.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno mandato le loro cartoline originali, e rinnovo l'invito a diffondere il generoso messaggio dell'arte postale inviando al mio indirizzo nuove opere di adulti, ragazzi, bambini.

Un saluto Roberto Pittarello.

 

 

 

 

MAIL ART - ARTE POSTALE

di adulti e bambini 

 

Cos’è l’ARTE POSTALE?

L’arte postale è l’attività creativa che invita chi scrive a cercare un messaggio originale per testo e immagini, con  tecniche  mai viste e sorprendenti motiva-zioni. Il limite posto dall’impresa è la stessa cartolina, ma si sa, il limite dato alla creatività diventa ispirazione.

Il laboratorio, che supporta il progetto, propone una serie di tecniche e di interventi operativi per realizzare cartoline in un’unica copia: i giochi col nome, lettere illeggibili, segni e tessiture, disegni della natura, le forme e le etichette, i timbri, il paesaggio, il ritratto, carte da gioco, il collage...

Inoltre studia la qualità dei messaggi scritti e i vari settori di contenuto: dal semplice saluto alla lettera breve, con i toni di affetto e simpatia, oppure grintosi e duri…

Durante un bel viaggio ci si ferma a comprare una cartolina per mandare agli amici un saluto proprio dal luogo che la cartolina illustra con foto e disegni. Un atto gentile e un pensiero che mira a condividere la bellezza del paesaggio o del monumento con chi ci è caro ma non è con noi, è lontano. Questa è la fortuna del messaggio postale. Infatti la cartolina affrancata e imbucata entra in quel percorso che la porterà fra poco (si spera) ad essere consegnata direttamente nella cassetta postale del suo destinatario, il cui indirizzo (preciso) sarà scritto chiaramente a destra appena sotto il francobollo.

Ma tutto ciò che c’entra con l’arte? È semplice: il supporto della cartolina è un cartoncino che ha un preciso formato, giusto per la spedizione e il percorso che farà per giungere a destinazione. Allora se il formato va rispettato si può pensare di rendere originale il messaggio visivo della cartolina evitando, è chiaro, l’acquisto, ma elaborando invece il supporto come opera ‘unica’, disegnata, dipinta, pensata. Ecco una cartolina che non è venduta da nessuna parte.

Chi la riceve possiede la solita cartolina come formato, ma anche un’opera significativa pensata e realizzata con colori, colla e altri materiali che possono comunque tutti essere affidati al percorso postale.

Chi invia e chi riceve questo messaggio partecipa a un evento, anche se piccolo, di creatività. L’autore si inserisce in un sistema preciso di regole e regolamenti rispettandone le esigenze e il senso, ma non rinuncia a trasmettere ciò che è unico. Non accetta il prodotto uniformato nella vendita. Trova il suo scopo nel realizzare un’opera di piccole dimensioni, ma originale, che con grande generosità affida al circuito postale per creare un nuovo esempio di comunicazione.

Ecco l’arte postale...

Roberto Pittarello

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Pittarello

NON TOCCARE!

il laboratorio tattile negli asili comunali di Padova

 

 

 

 

 

I bambini 'TOCCANO'

alla mostra-laboratorio

presso La Fornace di Asolo

 

"NON TOCCARE!". Gli adulti accolgono con il loro imperioso consiglio il bambino che vuole toccare ogni cosa, conoscerne il nome, risentire la sensazione felice sulla pelle, confrontarne pesi e colori. Toccare è un'azione. Si comincia cosi la conoscenza del mondo e dei suoi materiali, rilevati uno alla volta dalla grande categoria per essere cose, oggetti, nomi, carezze, ricordi. Impedire di toccare vuol dire fare un atto che vieta e vieterà la familiarità col mondo di cose, utili e accessorie, su cui una vita è fondata. La semplice dimostrazione che ricaviamo da tutti i bambini è invece che vogliono toccare e prendersi con coraggio e forza il loro pezzo di mondo, per amarlo, per giocarci, per non avere paura. Nessuno può toccare al mio posto. Il tatto è fare, in prima persona, esercizi di curiosità applicati alla carta, al legno, alle pietre, alla ceramica, ai vetri, ai tessuti, alla plastica... Un adulto nuovo e davvero moderno per i suoi bambini comincia a raccogliere in diverse scatoline questi materiali, a pezzi, a fogli, a grani, in polvere. Colleziona reperti della realtà, prove tangibili della esistenza di oggetti, strutture, architetture, opere d'arte... Con il bambi-no questo adulto gioca "ai materiali" per conoscerli, classificarli, chia-marli, riporli... E poi con ogni oggetto tattile conosciuto si può pensare, manipolandolo, di costruire qualcosa, di produrre una piccola opera, come un collage di materie, una tessitura di fili e nastri, un frottage creativo simile, questo, a quella sensazione tattile che la pelle, la mano, i pol-pastrelli godono nello strisciare sul materiale. Finita l'azione, la sensa-zione si interrompe e la mano cerca il materiale nuovo con cui giocare ancora. Domani nel parco il papà indica il muschio sulla corteccia esposta a nord della grande magnolia, una bellissima foglia di platano tutta accartocciata e poi la corteccia dell'albero, bellissima con la sua texture mimetica. È il gioco che continua e diventa osservazione, prova di una nuova consapevolezza della realtà, della natura. Potrebbe da qui nascere il futuro rispetto e un originale rapporto perché chi conosce non sporca, non rompe, non distrugge, ma serba, cura e ama e colleziona.

Tutto il mondo ce ne sarà grato. Prima di tutto i bambini.

Roberto Pittarello

Animatore dei laboratori tattili

aprile 2009

 

 

 

“Chi fa per sé fa per tre” dice lo stupido proverbio. Invece in tanti si fa di più e meglio.

Tutti provano, anche gli insegnanti

e per primi.

Poi, con lo stesso gesto di pittura

si comincia a coprire il supporto.

È proprio questa la costante in pittura.

Il gioco, ora, è scoprire come.


R. Pittarello, Il mio primo laboratorio creativo

La Scuola del Fare, pp. 86-93

 

 

 

 

 

 

 

 

OPERE COLLETTIVE DI PITTURA

 

L'aula diventa laboratorio

 

 

 

L’aula diventa laboratorio e la pittura con i suoi gesti e il suo strumento detta le
azioni di tutti. Il progetto con cui si realizza il grande dipinto, scandisce in modo didattico il percorso. Tutti sanno bene cosa fare. Provano e riprovano finché riesce bene e la mano più sicura scorre veloce su carta e cartoni mentre il pennello fa la sua danza.
Ogni tanto ci si stacca dal foglio e si fanno due passi all’indietro per osservare
meglio il risultato. Poi arriva la consegna. Poche parole e la dimostrazione. Si fa così o così.
Provate, proviamo!
Durante le azioni, ecco una sbirciatina a destra e a sinistra per vedere amici e compagni come fanno. Sono tutti bravi e tutti hanno cura del lavoro di tutti.
Nasce dal fare una nuova forma di responsabilità. Non più richiesta a parole, ma concreta perché vissuta con le azioni della pittura e con i sentimenti personali.
Questa grande mostra OPERE COLLETTIVE DI PITTURA a cui hanno partecipato più di 500 bambini e ragazzi autori è la testimonianza del grande dono che la pittura offre ai nostri occhi e al nostro cuore.


S. Angelo di Piove, 9 luglio 2008

Roberto Pittarello

 

 

VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=gDiFeET5Gxs

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SCUOLA DEL FARE

via Monte Piana 4

31033 Castelfranco Veneto TV

0423 496191

 

 

 

info.lascuoladelfare@virgilio.it