LA PAROLA

a Roberto Pittarello

      

                                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I BAMBINI NON SONO IN VENDITA

meglio, non si possono comprare.

Si dice, e solo, della mamma

“Ha comprato un bambino”.

Ogni bambino è della sua mamma

Se lo ha comprato

senza usare il sistema economico,

i denari, i soldi, i titoli.

La mamma lo ha comprato

per amore, per forza, per dolore,

per lunga attesa e infinita sopportazione.

Le mamme comprano bambini

che allungano affetti, che

piantano relazioni,

ma nascono stupendi bambini

da sbagli complessi e in assenza di amore.

GUAI A CHI COMPRA BAMBINI:

adulti voraci, immersi in atroci complessi

e frustrazioni smaniose.

Guai a chi compra bambini

servendosi degli scaffali del supermercato

del negozio di giocattoli, della pubblicità,

di tutto ciò che è facile perché non è educato.

Guai ad acquistare bambini

per fare guerrieri, schiavi torvi,

piccoli forzieri di vendetta.

Guai ad acquistare il lavoro dei bambini

senza pagarlo.

Guai al lavoro pagato di bambini.

Giù le mani dai bambini

che ancora devono giocare

attardandosi sul ciglio del fosso

dove la rana si prepara

con il suo sposo per la notte.

Non si deve levare il fare creativo

ai bambini per farli sentire poveri,

deprivati e pronti a tutto.

Il bambino è pronto

solo a ciò che serve a crescere,

è pronto ai linguaggi del segno,

del tatto, del colore, della scrittura, dei suoni...

I bambini si rincorrono e già giocano,

si toccano sulla spalla e hanno già vinto.

Il premio del gioco, ci insegnano,

è l’aver giocato.

Il premio del lavoro sofferto dagli adulti

è denaro e ricchezza accumulate per l’inutile.

Finché segna e disegna il bambino canta, a volte,

e sta a raccontarsi la storia del suo disegno

che nasce lì per lì, quasi per caso,

come i cerchi nell’acqua offesa dal sasso.

Giù le mani dai bambini curiosi

che imparano ogni giorno

e sanno andare avanti con poco, anche da soli,

se gli adulti sono distratti o pigri.

Un bambino curioso

osserva un quadro e una lucertola

con lo stesso interesse.

Il nostro sistema ha comprato tanti bambini

perché diventino subito clienti e massa.

Così i bambini si annoiano e tanto da ammalarsi.

Vorrebbero sì un cane,

ma non sanno curarlo,

vorrebbero bei voti a scuola,

ma senza far nulla,

solo per la loro bella faccia.

I bambini clienti fanno dispetti,

crescono nell’invidia

(c’è sempre chi ha più di loro).

Con un pensiero povero.

 

Per loro davvero

la linea che unisce due punti

è sempre una retta.

Dal finestrino del treno non vedono nulla.

Meglio seduti usare un ditino

e vedere un altro mondo

che il padrone ha preparato.

È un mondo colorato

(c’è un colore di moda ogni anno)

e gioioso, che abitua tutti a essere facili,

a essere in vendita.

Se il denaro è un dio

cos’altro c’è di più prezioso da vendere che se stessi?

I bambini imbrogliati credono subito

che ci sia sempre un interesse personale

nel fare degli altri.

Non sanno che ognuno può offrire

quello che meglio gli  riesce senza ricercare vantaggio.

Chi sa fare ama i suoi giochi

E sa donarli con parole semplici e gesti pieni di umiltà.

I bambini infelici sono chiassosi inutilmente.

Le loro grida non hanno altro scopo,

vivono quell’unica realtà di chi ha la voce

e vuole farsi notare.

La voce è per cantare, per nominare, per chiamarsi,

per leggere, per pregare nel silenzio umido

e offuscato di una chiesa deserta.

Urli e offese accompagnano certi bambini dalla nascita.

Voci alterate, e così le parole,

che non sanno più richiamare nel dialogo

la bellezza della realtà che circonda tutti.

Nel clima disagiato quel bambino si sente solo

e con il suo carattere originale

si nasconde nel fondo buio di un sacco

perché quel che vede non gli piace e gli fa paura.

Ma quel suo compagno si afferma nel disagio

e vive con violenza il suo intero giorno

per non scomparire. Come volesse dire:

“Ci sono anch’io, anche se non so fare

nulla di buono o di bello”.

Per questo non si può abbandonare il bambino

ai tanti padroni che se lo vogliono comprare.

Questa svendita non si farà, non si deve fare.

I ricchi compratori saranno invidiosi a vedere

come i bambini ridendo passano dalla cruna dell’ago,

prima di diventare vecchi, prima di morire.

Sono nuovi bambini pieni di grazia.

Con i loro occhi spalancati sanno guardare

in faccia il sole, per la prima volta,

sentirsi felici di cose piccole,

ma così piccole che non si riesce a scriverle.

Sono bambini coraggiosi che vivono con impegno,

sono ricchi di esempi che gli adulti donano,

conservano parole gentili dentro di loro

e soffrono per l’ingiustizia.

Sono bambine e bambini che sanno amare

il libro e la casa, la palla e l’amico.

Imparano bene che nessuno è solo

che chi aiuta gli altri è lui il più fortunato.

I bambini cambiano, possono,

cambieranno il mondo da come l’hanno trovato

fino a renderlo più giusto.

 

22.05.2014                                    Roberto Pittarello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mario Lodi a Castelfranco Veneto, 2002, Settimana della Lettura

Palazzetto Preti

 

 

 

A Mario Lodi, maestro

Da quel lontano novembre 1986 ci ha unito il desiderio di raccogliere e documentare le opere e le scritture originali, tutta la storia di curiosità e inventiva di ogni bambino.

A Mario Lodi, autore di libri straordinari per adulti e bambini, grazie per il giornale "A&B adulti e bambini che vogliono diventare amici".

La mia collaborazione a questo piccolo giornale dei bambini fino alla sua chiusura è per me la prova autorevole di come il maestro Lodi abbia voluto nel concreto sostenere la mia scuola, i miei allievi, la loro fantasia e il metodo creativo.

Grazie, grazie per sempre!

Roberto Pittarello                             Sant’Angelo di Piove, 4 marzo 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSA MI VIENE IN MENTE

il disegno dei bambini in un libro creativo

 

UN PROGETTO per la scuola attiva

 

Per spegnere la fantasia si può cominciare a dare ai bambini

più piccoli una fotocopia con un disegno da colorare.

Chi è fortunato ha un intero album formato da questi fogli.

Ma nel foglio ci può essere invece una sorpresa,

come una macchiolina, un capello, un tessuto, un piccolo segno.

Con il disegno creativo basta proseguire, aggiungere,

cambiare, colorare…

Un libro intero così fatto diventa unico. Si guarda via via,

si mostra agli amici, si conserva per ricordare che la fantasia

negli adulti e nei bambini deve durare tutta la vita.

 

1 maggio 2011            |    Roberto Pittarello

 

 

VAI ALLA LOCANDINA

 

 

Laboratori realizzati a cura delle insegnanti nelle scuole di:

 

CASTELFRANCO VENETO (TV)

Primaria "Masaccio",  I.C. 1°

ins. Nicoletta Rigo, Antonia Simonetto, Graziella Simonetto

Primaria Bella Venezia,  I.C. 2°

ins. Enrica Buccarella

ROMA

Centro Operativo Infanzia

ins. Rita Del Monaco

MESTRE (VE)

Scuola dell'Infanzia di Via Ivancich - Chirignago (VE)

ins. Lisa Monaro

CARMIGNANO DI BRENTA (VI)

Infanzia "La sirenetta" Camazzole

ins. Alessandra Sette

CRESPELLANO (BO)

Scuola Primaria "G. degli Esposti" - CALCARA,  I.C. Crespellano

ins. Angela Tagliavini, Bruna Biagini e Laura Stingi

 

con il contributo dell’Associazione Culturale La Scuola del Fare   

 

vai alla GALLERIA FOTOGRAFICA

della MOSTRA DI UN GIORNO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MOSTRA

Arte postale di adulti e bambini

6 - 27  FEBBRAIO 2011

 

con il Patrocinio delle Città di Asolo e Montebelluna

della Provincia di Treviso e della Regione Veneto

 

MONTEBELLUNA Biblioteca Comunale

 

Forse sembrerà strano occuparsi oggi di cartoline: portare un saluto, un

invito, perfino un’offesa lo si fa ormai molto, molto velocemente. Le cartoline

si acquistano, ma si possono anche fare con il cartone ritagliato dal fondo di

una scatola. Il supporto, non comprato, ha un recto e un verso. Vediamo…

Disegniamo una facciata con penne, pennarelli, matite, cere o dipingiamo

con colori brillanti o vellutati con le tempere. Finché la pittura asciuga pensiamo al messaggio da scrivere. Non quelle due povere parole, ma un breve testo, intenso, diretto, che colpirà l’attenzione di chi legge. Ora possiamo scrivere la nostra cartolina e completarla con l’indirizzo. Anche se è una semplice cartolina è meglio aggiungere il mittente con l’indirizzo completo, non si sa mai. Se il destinatario ha cambiato casa e ancora non lo sappiamo, riceveremo di ritorno la nostra preziosa cartolina che così non andrà dispersa e perduta. Non è finita. Compriamo il francobollo, e lo poniamo in alto, vicino allo spigolo a destra, proprio sopra l’indirizzo. La nostra cartolina

può essere imbucata finalmente e può cominciare il suo viaggio.

Se dovessi ricevere una di queste cartoline originali la tratterei con grande

cura, come farei con un disegno, una stampa antica o un dipinto. Sto pensando di aver ricevuto un saluto e un pensiero da amici lontani o vicini, andati lontano. La loro idea di non comperare cartoline pronte e non scrivere

solo un messaggino stereotipato, mi commuove.

Beh! Ora vi dico la verità. Io ho ricevuto centinaia di queste cartoline. Sono

tutte in questa mostra. Venitele a vedere. Abbiamo diritto ad essere felici!

 

 

10 gennaio 2011 Roberto Pittarello

 

 

VAI ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA

"Arte Postale di adulti e bambini"

 

per vedere il PROGRAMMA della MOSTRA vai alla pagina Archivio

 

 

 

MAIL ART - ARTE POSTALE

di adulti e bambini 

 

Cos’è l’ARTE POSTALE?

L’arte postale è l’attività creativa che invita chi scrive a cercare un messaggio originale per testo e immagini, con  tecniche  mai viste e sorprendenti motiva-zioni. Il limite posto dall’impresa è la stessa cartolina, ma si sa, il limite dato alla creatività diventa ispirazione.

Il laboratorio, che supporta il progetto, propone una serie di tecniche e di interventi operativi per realizzare cartoline in un’unica copia: i giochi col nome, lettere illeggibili, segni e tessiture, disegni della natura, le forme e le etichette, i timbri, il paesaggio, il ritratto, carte da gioco, il collage...

Inoltre studia la qualità dei messaggi scritti e i vari settori di contenuto: dal semplice saluto alla lettera breve, con i toni di affetto e simpatia, oppure grintosi e duri…

Durante un bel viaggio ci si ferma a comprare una cartolina per mandare agli amici un saluto proprio dal luogo che la cartolina illustra con foto e disegni. Un atto gentile e un pensiero che mira a condividere la bellezza del paesaggio o del monumento con chi ci è caro ma non è con noi, è lontano. Questa è la fortuna del messaggio postale. Infatti la cartolina affrancata e imbucata entra in quel percorso che la porterà fra poco (si spera) ad essere consegnata direttamente nella cassetta postale del suo destinatario, il cui indirizzo (preciso) sarà scritto chiaramente a destra appena sotto il francobollo.

Ma tutto ciò che c’entra con l’arte? È semplice: il supporto della cartolina è un cartoncino che ha un preciso formato, giusto per la spedizione e il percorso che farà per giungere a destinazione. Allora se il formato va rispettato si può pensare di rendere originale il messaggio visivo della cartolina evitando, è chiaro, l’acquisto, ma elaborando invece il supporto come opera ‘unica’, disegnata, dipinta, pensata. Ecco una cartolina che non è venduta da nessuna parte.

Chi la riceve possiede la solita cartolina come formato, ma anche un’opera significativa pensata e realizzata con colori, colla e altri materiali che possono comunque tutti essere affidati al percorso postale.

Chi invia e chi riceve questo messaggio partecipa a un evento, anche se piccolo, di creatività. L’autore si inserisce in un sistema preciso di regole e regolamenti rispettandone le esigenze e il senso, ma non rinuncia a trasmettere ciò che è unico. Non accetta il prodotto uniformato nella vendita. Trova il suo scopo nel realizzare un’opera di piccole dimensioni, ma originale, che con grande generosità affida al circuito postale per creare un nuovo esempio di comunicazione.

Ecco l’arte postale...

Roberto Pittarello

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Pittarello

NON TOCCARE!

il laboratorio tattile negli asili comunali di Padova

 

 

 

 

 

I bambini 'TOCCANO'

alla mostra-laboratorio

presso La Fornace di Asolo

 

"NON TOCCARE!". Gli adulti accolgono con il loro imperioso consiglio il bambino che vuole toccare ogni cosa, conoscerne il nome, risentire la sensazione felice sulla pelle, confrontarne pesi e colori. Toccare è un'azione. Si comincia cosi la conoscenza del mondo e dei suoi materiali, rilevati uno alla volta dalla grande categoria per essere cose, oggetti, nomi, carezze, ricordi. Impedire di toccare vuol dire fare un atto che vieta e vieterà la familiarità col mondo di cose, utili e accessorie, su cui una vita è fondata. La semplice dimostrazione che ricaviamo da tutti i bambini è invece che vogliono toccare e prendersi con coraggio e forza il loro pezzo di mondo, per amarlo, per giocarci, per non avere paura. Nessuno può toccare al mio posto. Il tatto è fare, in prima persona, esercizi di curiosità applicati alla carta, al legno, alle pietre, alla ceramica, ai vetri, ai tessuti, alla plastica... Un adulto nuovo e davvero moderno per i suoi bambini comincia a raccogliere in diverse scatoline questi materiali, a pezzi, a fogli, a grani, in polvere. Colleziona reperti della realtà, prove tangibili della esistenza di oggetti, strutture, architetture, opere d'arte... Con il bambino questo adulto gioca "ai materiali" per conoscerli, classificarli, chiamarli, riporli... E poi con ogni oggetto tattile conosciuto si può pensare, manipolandolo, di costruire qualcosa, di produrre una piccola opera, come un collage di materie, una tessitura di fili e nastri, un frottage creativo simile, questo, a quella sensazione tattile che la pelle, la mano, i polpastrelli godono nello strisciare sul materiale. Finita l'azione, la sensazione si interrompe e la mano cerca il materiale nuovo con cui giocare ancora. Domani nel parco il papà indica il muschio sulla corteccia esposta a nord della grande magnolia, una bellissima foglia di platano tutta accartocciata e poi la corteccia dell'albero, bellissima con la sua texture mimetica. È il gioco che continua e diventa osservazione, prova di una nuova consapevolezza della realtà, della natura. Potrebbe da qui nascere il futuro rispetto e un originale rapporto perché chi conosce non sporca, non rompe, non distrugge, ma serba, cura e ama e colleziona.

Tutto il mondo ce ne sarà grato. Prima di tutto i bambini.

Roberto Pittarello

Animatore dei laboratori tattili

aprile 2009

 

 

 

“Chi fa per sé fa per tre” dice lo stupido proverbio. Invece in tanti si fa di più e meglio.

Tutti provano, anche gli insegnanti

e per primi.

Poi, con lo stesso gesto di pittura

si comincia a coprire il supporto.

È proprio questa la costante in pittura.

Il gioco, ora, è scoprire come.


R. Pittarello, Il mio primo laboratorio creativo

La Scuola del Fare, pp. 86-93

 

 

 

 

 

 

 

 

OPERE COLLETTIVE DI PITTURA

 

L'aula diventa laboratorio

 

 

 

L’aula diventa laboratorio e la pittura con i suoi gesti e il suo strumento detta le
azioni di tutti. Il progetto con cui si realizza il grande dipinto, scandisce in modo didattico il percorso. Tutti sanno bene cosa fare. Provano e riprovano finché riesce bene e la mano più sicura scorre veloce su carta e cartoni mentre il pennello fa la sua danza.
Ogni tanto ci si stacca dal foglio e si fanno due passi all’indietro per osservare
meglio il risultato. Poi arriva la consegna. Poche parole e la dimostrazione. Si fa così o così.
Provate, proviamo!
Durante le azioni, ecco una sbirciatina a destra e a sinistra per vedere amici e compagni come fanno. Sono tutti bravi e tutti hanno cura del lavoro di tutti.
Nasce dal fare una nuova forma di responsabilità. Non più richiesta a parole, ma concreta perché vissuta con le azioni della pittura e con i sentimenti personali.
Questa grande mostra OPERE COLLETTIVE DI PITTURA a cui hanno partecipato più di 500 bambini e ragazzi autori è la testimonianza del grande dono che la pittura offre ai nostri occhi e al nostro cuore.


S. Angelo di Piove, 9 luglio 2008

Roberto Pittarello

 

 

VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=gDiFeET5Gxs

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SCUOLA DEL FARE

via Monte Piana 4

31033 Castelfranco Veneto TV

0423 496191

 

 

 

info.lascuoladelfare@virgilio.it