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LA PAROLA
a Roberto Pittarello

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COSA MI VIENE
IN MENTE
il
disegno dei bambini in un libro creativo
UN PROGETTO per la scuola attiva
Per spegnere
la fantasia si può cominciare a dare ai bambini
più piccoli
una fotocopia con un disegno da colorare.
Chi è
fortunato ha un intero album formato da questi fogli.
Ma nel foglio
ci può essere invece una sorpresa,
come una
macchiolina, un capello, un tessuto, un piccolo segno.
Con il
disegno creativo basta proseguire, aggiungere,
cambiare,
colorare…
Un libro
intero così fatto diventa unico. Si guarda via via,
si mostra
agli amici, si conserva per ricordare che la fantasia
negli adulti
e nei bambini deve durare tutta la vita.
1 maggio
2011 |
Roberto Pittarello
VAI
ALLA LOCANDINA
Laboratori realizzati a cura
delle insegnanti nelle scuole di:
CASTELFRANCO
VENETO (TV)
Primaria "Masaccio", I.C. 1°
ins. Nicoletta Rigo, Antonia Simonetto, Graziella Simonetto
Primaria Bella Venezia, I.C. 2°
ins. Enrica Buccarella
ROMA
Centro Operativo Infanzia
ins. Rita Del Monaco
MESTRE (VE)
Scuola dell'Infanzia di Via Ivancich -
Chirignago (VE)
ins. Lisa Monaro
CARMIGNANO DI BRENTA
(VI)
Infanzia "La sirenetta" Camazzole
ins. Alessandra Sette
CRESPELLANO
(BO)
Scuola Primaria "G. degli Esposti" - CALCARA, I.C. Crespellano
ins. Angela Tagliavini,
Bruna Biagini
e Laura Stingi
con il contributo
dell’Associazione Culturale La Scuola del Fare
vai alla GALLERIA FOTOGRAFICA
della MOSTRA DI UN GIORNO

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MOSTRA
Arte postale di adulti e bambini
6 - 27
FEBBRAIO 2011
con il Patrocinio delle Città di Asolo
e Montebelluna
della Provincia di Treviso e della Regione Veneto
MONTEBELLUNA
Biblioteca Comunale
Forse sembrerà strano occuparsi oggi di cartoline:
portare un saluto, un
invito, perfino un’offesa lo si fa ormai molto, molto
velocemente. Le cartoline
si acquistano, ma si possono anche fare con il cartone
ritagliato dal fondo di
una scatola. Il supporto, non comprato, ha un recto e un
verso. Vediamo…
Disegniamo una facciata con penne, pennarelli, matite,
cere o dipingiamo
con colori brillanti o vellutati con le tempere. Finché
la pittura asciuga pensiamo al messaggio da scrivere.
Non quelle due povere parole, ma un breve testo,
intenso, diretto, che colpirà l’attenzione di chi legge.
Ora possiamo scrivere la nostra cartolina e completarla
con l’indirizzo. Anche se è una semplice cartolina è
meglio aggiungere il mittente con l’indirizzo completo,
non si sa mai. Se il destinatario ha cambiato casa e
ancora non lo sappiamo, riceveremo di ritorno la nostra
preziosa cartolina che così non andrà dispersa e
perduta. Non è finita. Compriamo il francobollo, e lo
poniamo in alto, vicino allo spigolo a destra, proprio
sopra l’indirizzo. La nostra cartolina
può essere imbucata finalmente e può cominciare il suo
viaggio.
Se dovessi ricevere una di queste cartoline originali la
tratterei con grande
cura, come farei con un disegno, una stampa antica o un
dipinto. Sto pensando di aver ricevuto un saluto e un
pensiero da amici lontani o vicini, andati lontano. La
loro idea di non comperare cartoline pronte e non
scrivere
solo un messaggino stereotipato, mi commuove.
Beh! Ora vi dico la verità. Io ho ricevuto centinaia di
queste cartoline. Sono
tutte in questa mostra. Venitele a vedere. Abbiamo
diritto ad essere felici!
10 gennaio 2011 Roberto Pittarello
VAI
ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA
"Arte
Postale di adulti e bambini"
per vedere il PROGRAMMA della
MOSTRA vai
alla pagina
Archivio

MAIL ART - ARTE POSTALE
di adulti e bambini
Cos’è l’ARTE POSTALE?
L’arte postale è l’attività creativa
che invita chi scrive a cercare un messaggio originale per testo e
immagini, con tecniche mai viste e sorprendenti motiva-zioni. Il
limite posto dall’impresa è la stessa cartolina, ma si sa, il limite
dato alla creatività diventa ispirazione.
Il laboratorio, che supporta il
progetto, propone una serie di tecniche e di interventi operativi
per realizzare cartoline in un’unica copia: i giochi col nome,
lettere illeggibili, segni e tessiture, disegni della natura, le
forme e le etichette, i timbri, il paesaggio, il ritratto, carte da
gioco, il collage...
Inoltre studia la qualità dei
messaggi scritti e i vari settori di contenuto: dal semplice saluto
alla lettera breve, con i toni di affetto e simpatia, oppure
grintosi e duri…
   
Durante un bel viaggio ci si ferma a
comprare una cartolina per mandare agli amici un saluto proprio dal
luogo che la cartolina illustra con foto e disegni. Un atto gentile
e un pensiero che mira a condividere la bellezza del paesaggio o del
monumento con chi ci è caro ma non è con noi, è lontano. Questa è la
fortuna del messaggio postale. Infatti la cartolina affrancata e
imbucata entra in quel percorso che la porterà fra poco (si spera)
ad essere consegnata direttamente nella cassetta postale del suo
destinatario, il cui indirizzo (preciso) sarà scritto chiaramente a
destra appena sotto il francobollo.
Ma tutto ciò che c’entra con l’arte?
È semplice: il supporto della cartolina è un cartoncino che ha un
preciso formato, giusto per la spedizione e il percorso che farà per
giungere a destinazione. Allora se il formato va rispettato si può
pensare di rendere originale il messaggio visivo della cartolina
evitando, è chiaro, l’acquisto, ma elaborando invece il supporto
come opera ‘unica’, disegnata, dipinta, pensata. Ecco una cartolina
che non è venduta da nessuna parte.
Chi la riceve possiede la solita
cartolina come formato, ma anche un’opera significativa pensata e
realizzata con colori, colla e altri materiali che possono comunque
tutti essere affidati al percorso postale.
Chi invia e chi riceve questo
messaggio partecipa a un evento, anche se piccolo, di creatività.
L’autore si inserisce in un sistema preciso di regole e regolamenti
rispettandone le esigenze e il senso, ma non rinuncia a trasmettere
ciò che è unico. Non accetta il prodotto uniformato nella vendita.
Trova il suo scopo nel realizzare un’opera di piccole dimensioni, ma
originale, che con grande generosità affida al circuito postale per
creare un nuovo esempio di comunicazione.
Ecco l’arte
postale...
Roberto
Pittarello
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Roberto Pittarello
NON TOCCARE!
il laboratorio tattile
negli asili comunali di Padova
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I bambini 'TOCCANO'
alla mostra-laboratorio
presso La Fornace di Asolo |

"NON
TOCCARE!".
Gli adulti accolgono con il loro imperioso
consiglio il bambino che vuole toccare ogni cosa,
conoscerne il nome, risentire la sensazione felice sulla pelle,
confrontarne pesi e colori. Toccare è un'azione. Si
comincia cosi la conoscenza del mondo e dei suoi materiali,
rilevati uno alla volta dalla grande categoria per essere
cose, oggetti, nomi, carezze, ricordi. Impedire di toccare vuol
dire fare un atto che vieta e vieterà
la familiarità col mondo di cose, utili e accessorie, su
cui una vita è fondata. La semplice dimostrazione che
ricaviamo da tutti i bambini
è invece che vogliono toccare
e
prendersi con coraggio e forza il loro pezzo di mondo,
per amarlo, per giocarci, per non
avere paura.
Nessuno può
toccare al mio posto. Il tatto è fare, in prima persona, esercizi di
curiosità applicati alla carta, al legno, alle pietre, alla
ceramica, ai vetri, ai tessuti, alla plastica...
Un adulto nuovo e davvero moderno per
i suoi bambini
comincia a raccogliere in diverse
scatoline questi materiali, a pezzi, a fogli, a grani, in polvere.
Colleziona reperti
della realtà,
prove tangibili della esistenza di oggetti,
strutture, architetture, opere d'arte...
Con il bambi-no questo adulto
gioca "ai materiali" per conoscerli, classificarli,
chia-marli, riporli... E poi con ogni oggetto tattile conosciuto si
può pensare, manipolandolo, di
costruire qualcosa, di produrre una piccola opera, come un collage di materie,
una tessitura di
fili e nastri, un frottage creativo simile,
questo, a quella sensazione tattile che la pelle, la mano, i pol-pastrelli godono
nello strisciare sul materiale.
Finita l'azione, la sensa-zione si interrompe e la mano cerca
il materiale nuovo con cui giocare ancora.
Domani
nel parco il papà
indica il muschio sulla corteccia esposta
a nord della grande magnolia, una
bellissima foglia di platano
tutta accartocciata e poi la corteccia dell'albero, bellissima
con la sua texture mimetica. È il gioco che continua e diventa
osservazione, prova di una nuova consapevolezza della realtà, della
natura. Potrebbe da qui nascere il futuro rispetto e un originale
rapporto perché
chi conosce non sporca, non rompe, non
distrugge, ma serba, cura e ama e
colleziona.
Tutto il mondo ce ne sarà grato. Prima
di tutto i bambini.
Roberto Pittarello
Animatore dei
laboratori tattili
aprile 2009
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“Chi fa per sé fa per tre” dice lo
stupido proverbio. Invece in tanti si fa di più e meglio.
Tutti provano, anche gli insegnanti
e per primi.
Poi, con lo stesso gesto di pittura
si comincia a coprire il supporto.
È proprio questa la costante in
pittura.
Il gioco, ora, è scoprire come.
R. Pittarello, Il mio primo laboratorio
creativo
La Scuola del Fare, pp. 86-93
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OPERE COLLETTIVE DI PITTURA
L'aula
diventa laboratorio |
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L’aula diventa laboratorio e la pittura con i suoi
gesti e il suo strumento detta le
azioni di tutti. Il progetto con cui si realizza il grande dipinto,
scandisce in modo
didattico il percorso.
Tutti sanno bene cosa fare. Provano e riprovano finché riesce bene e
la mano più
sicura scorre veloce su carta e cartoni mentre il pennello fa la sua
danza.
Ogni tanto ci si stacca dal foglio e si fanno due passi all’indietro
per osservare
meglio il risultato.
Poi arriva la consegna. Poche parole e la dimostrazione. Si fa così
o così.
Provate, proviamo!
Durante le azioni, ecco una sbirciatina a destra e a sinistra per
vedere amici e compagni
come fanno. Sono tutti bravi e tutti hanno cura del lavoro di tutti.
Nasce dal fare una nuova forma di responsabilità. Non più richiesta
a parole, ma
concreta perché vissuta con le azioni della pittura e con i
sentimenti personali.
Questa grande mostra OPERE COLLETTIVE DI PITTURA a cui hanno
partecipato più di 500 bambini e ragazzi
autori è la
testimonianza del grande dono che la pittura offre ai nostri occhi e
al nostro cuore.
S. Angelo di Piove, 9 luglio 2008
Roberto Pittarello
VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=gDiFeET5Gxs
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LA SCUOLA DEL FARE
via Monte Piana 4
31033 Castelfranco Veneto TV
0423 496191 |

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info.lascuoladelfare@virgilio.it |
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